Lavorare con Copilot
Corso di otto ore in due sessioni, dedicato all'utilizzo professionale di Microsoft Copilot integrato in Microsoft 365: Word, Excel, PowerPoint, Teams, Outlook ed Edge.
- Durata:
- 2 sessioni da 4 ore, a 1–2 settimane di distanza
- Modalità:
- online con Zoom
- Partecipanti:
- 10–14 per edizione
- Requisiti:
- computer, connessione stabile e account Microsoft 365 con Copilot
- Prerequisiti:
- Aver frequentato il livello A1, Fondamenti AI, o disporre di una preparazione equivalente. È richiesta dimestichezza con Word, Excel e Teams a livello di utilizzo corrente.
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Il corso è avviato al raggiungimento di minimo 10 partecipanti. In alternativa potrà essere ricalendarizzato.
Date in corso di definizione.
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Il corso applica il framework AI Fluency 4D all'ambiente Microsoft, concentrandosi sull'utilizzo pratico dell'AI sui documenti, sulle conversazioni e sui dati aziendali. Particolare attenzione è dedicata ai criteri di verifica e controllo dei risultati, anche in relazione alle funzionalità effettivamente disponibili in base alla licenza Microsoft 365.
Che cosa si impara.
Al termine il partecipante è in grado di:
- Distinguere le versioni di Copilot disponibili e riconoscere quali funzionalità dipendono dalla licenza dell'organizzazione.
- Affidare a Copilot attività di redazione, analisi e sintesi dentro le applicazioni in cui già lavora.
- Circoscrivere il perimetro di lavoro, indicando a Copilot su quali documenti e riferimenti fondare le risposte.
- Verificare un risultato prima di utilizzarlo, con particolare attenzione ai dati numerici e alle sintesi di riunione.
- Riconoscere i limiti legati ai permessi sui documenti, al trattamento dei dati e agli obblighi di trasparenza sui contenuti generati.
- Riconoscere quali attività del proprio lavoro traggono beneficio dalla delega e quali richiedono ascolto, fiducia e giudizio relazionale.
- Valutare quali effetti l'adozione produce sui ritmi di lavoro e sui ruoli all'interno del proprio gruppo.
12 moduli in due sessioni.
Copilot Chat e Microsoft 365 Copilot con licenza non sono la stessa cosa: il primo lavora con web grounding, il secondo anche con work grounding, cioè sui documenti, le mail e le conversazioni dell'organizzazione. Il modulo chiarisce la differenza e le sue conseguenze pratiche, che sono all'origine della maggior parte dei malintesi.
La chat, Word, Excel e PowerPoint, Teams, Outlook, Edge. Una mappa dei punti di accesso, per sapere dove conviene lavorare a seconda dell'attività.
Dove l'ambiente rende di più: lavoro dentro i file e le app già in uso senza cambiare strumento, creazione di documenti e presentazioni dalla chat, sintesi di riunioni e thread di posta, analisi sui dati dell'organizzazione. Quali attività si prestano e quali conviene tenere altrove. È la prima competenza del framework 4D, la delega. Il modulo lavora anche sul rovescio della domanda: quali parti del mestiere restano di chi lo esercita, perché è lì che si gioca il timore di sostituzione che accompagna ogni adozione.
Come si indica a Copilot su quali documenti fondare la risposta, attraverso i riferimenti nella richiesta e attraverso i Copilot Notebooks, che fissano un insieme definito di file e collegamenti come base di lavoro per un progetto. È la seconda competenza del framework, la descrizione.
Redazione e revisione in Word, costruzione di una presentazione in PowerPoint. Creazione dalla chat e affinamento in Agent Mode dentro l'applicazione, che è il flusso di lavoro effettivo. Lavoro su casi predisposti per il corso.
Analisi in aula di alcuni dei risultati portati dai partecipanti, con individuazione di ciò che ha funzionato e di ciò che va corretto.
Analisi di un foglio, tabelle pivot, grafici e formule con l'Excel agent. È il terreno in cui Copilot rende di più e in cui l'errore costa di più: il modulo lavora tanto sulle possibilità quanto sul controllo dei risultati.
Meeting recap, estrazione delle decisioni e delle action, preparazione di un incontro, gestione della corrispondenza. Che cosa una sintesi automatica coglie bene, che cosa perde e quali conseguenze ha su una riunione in cui si prendono decisioni. L'esercitazione mette a confronto una sintesi generata con quello che i presenti ricordano davvero: è il modo più diretto per far emergere che l'ascolto e la lettura di ciò che accade in una stanza non sono delegabili.
Copilot nel browser, con il lavoro su più schede aperte, e la ricerca sui contenuti dell'organizzazione. Differenza tra una ricerca e una risposta generata e quando conviene l'una o l'altra.
I risultati deludenti derivano quasi sempre dai dati e non dal modello: documenti disordinati, permessi troppo ampi o troppo stretti, informazioni obsolete nel tenant. Il modulo fornisce i criteri per riconoscere il problema e per porre le domande giuste alla propria organizzazione. È la terza competenza del framework, il discernimento.
Trattamento dei dati nell'ambiente Microsoft e criteri operativi secondo la nLPD. Obblighi di trasparenza sui contenuti generati introdotti dall'articolo 50 del Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, applicabili dal 2 agosto 2026: quando riguardano un'impresa ticinese e come si dichiara l'uso dell'AI in un elaborato professionale. È la quarta competenza del framework, la diligenza.
Ciascun partecipante porta a termine un caso proprio e definisce dove Copilot entra stabilmente nel suo lavoro, con quale attività, con quale modalità di verifica e con quali dichiarazioni verso il cliente. La definizione comprende ciò che si sceglie di non delegare, e la ragione della scelta. Il piano comprende l'effetto atteso sui ritmi e sui ruoli del gruppo di lavoro.
Come si lavora.
Sessioni live in cui ogni partecipante lavora direttamente sul proprio ambiente. La didattica applica il framework AI Fluency 4D e utilizza un approccio di coaching: domande, esperienza diretta e confronto guidato, con particolare attenzione all'impatto dell'AI su ruoli, ritmi e relazioni di lavoro.
La prima sessione utilizza casi predisposti, la seconda lavora sui casi reali dei partecipanti. L'intervallo di una o due settimane permette di sperimentare quanto appreso direttamente nel proprio lavoro: non è una pausa, è parte del percorso.
Ogni esercitazione porta a distinguere ciò che l'AI può svolgere meglio e più velocemente da ciò che richiede competenze umane come ascolto, fiducia, intuizione e giudizio.